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La festa di Santa Maria è una delle più antiche e maggiormente sentite dalle genti che abitano Villasimius. I festeggiamenti si svolgono fondamentalmente in due giorni, per quanto il clima d’allegria, cosi come le manifestazioni collegate allo svolgimento della stessa, si prolunghino per almeno una settimana dalla conclusione dei rituali prettamente religiosi. Si celebra in Settembre nelle giornate del 7 e dell’ 8. Il primo giorno la statua della Madonna, prelevata dalla chiesa di Villasimius viene
trasportata in processione presso la piccola chiesetta periferica di Santa Maria. La pratica risulta essere antichissima, così come antichissime sono le richieste e gli auspici di pioggia, per combattere il male che, da che si ha memoria affama la Sardegna, rendendo sterili i suoi terreni, e magro il suo bestiame. La giornata successiva la statua fa ritorno, trasportata ancora una volta in processione, alla chiesa del paese, dalla quale venne prelevata il giorno precedente. Un occhio d’attenzione dovremmo rivolgere al carro che trasporta la madonna ed a quelli che gli si affiancano, trainati da buoi e decorati con fiori e spighe, tappeti e oggetti d’uso contadino. Prendono il nome di Is Traccas. Cavalieri e dame sono vestiti d’abiti tradizionali
sardi. Arrivati a destinazione, quindi dinanzi alla piazza della chiesa, si attendono fuochi d’artificio che pongono definitivamente fine alla cerimonia. Come suddetto i festeggiamenti si prolungano per almeno una settimana, nella quale il turista avrà la possibilità di assistere a spettacoli folkloristici, mostre d’artigianato e gare culinarie e dolciarie, nelle quali primeggiano gli eccezionali pani sardi, che somigliano piu che a beni di consumo, ad opere d’arte.
Claudia Zedda
Quella della Madonna del naufrago, è la prima festa estiva che viene celebrata in Villasimius. Chi ha avuto la possibilità di parteciparvi, potrà confermare quanto fortemente sentito ed amato sia l’evento, tenuto in suffragio e ricordo di tutti i marinai e pescatori che morirono, un tempo numerosi, a largo e nei dintorni di Capo Carbonara. Una celebrazione che si riconnette fortemente alle origini della stessa cittadina, la cui economia fu fortemente legata alla spesso crudele e pericolosa pesca. La celebrazione si tiene il terzo sabato di luglio. Nel pomeriggio la statua della Vergine viene accompagnata su di un carro trainato da buoi presso la piazza del porto, dove per tutta la notte seguiranno festeggiamenti di vario genere, accompagnati da degustazioni, balli e spettacoli folkloristici. La mattina che segue, un folto gruppo di barche cariche di fiori si dirige presso l’isola dei Cavoli. In quei fondali, a dieci metri di profondità è custodita dai mari, dal 1979 una Madonna di pietra, posta a veglia dei naviganti che a tutt’oggi solcano per necessità o diletto i mari del dintorno. Il prete con un gruppo di sub si immerge fin ai piedi dell’alta statua. Verrà recitata, raggiunta la postazione, una preghiera prevista dal rituale, che attraverso autoparlanti verrà udita dai fedeli
che attendono in superficie. Al finire della cerimonia i fiori trasportati dagli stessi spettatori, verranno gettati a mare. Affondando questi creeranno un tripudio di colori sottomarini da dedicarsi senza ombra di dubbio alla madonna che tacita osserva, ed attenderà per un altro lungo anno, la futura visita. Le barche ritorneranno al porto dal quale ha preso avvio il breve pellegrinaggio, e seguiranno come la notte precedente, festeggiamenti che si concluderanno solo a tarda notte.
Claudia Zedda
























