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La fortezza si impone ancora oggi elegantemente su d’un promontorio poco distante dal Capo Carbonara. E’ visibile dalle torri di Capo Boi, Porto Giunco e Cala Caterina, ed ebbe in passato lo scopo di controllare il porto di Capo Carbonara, e dare ospitalità ai corallari e pescatori. L’analisi dei residui murari, hanno consentito agli studiosi di ipotizzare la presenza di una primitiva struttura già dal XIV secolo. E’ in questo periodo che Carbonara passa agli aragonesi, i quali la concederanno come feudo alla famiglia Carroz, la quale fu fondamentale per la conquista della stessa Sardegna. I primi innesti spagnoli, dovrebbero risalire all’incirca al 1580-1590  e sono imputabili alla politica di fortificazioni delle coste sarde attraverso torri fra loro collegate, voluta da Filippo II, contro gli attacchi turco-barbareschi, terrore in quei decenni e non solamente, della popolazione sarda. Si sa per certo che tra il 1590-1 la fortezza venne insediata da una guarnigione che doveva vigilare sulla tonnara. E’ da questo momento che la fortezza acquista un ruolo fondamentale nella difesa delle coste sarde. In epoca sabauda la torre non venne abbandonata, rimanendo organo attivo di difesa della costa. Nel 1767 ospitava un capitano, tre soldati e due cannoni. Fu soggetta a perenni rivisitazioni nella sua struttura. Nel 1812, riuscì a resistere un attacco barbaresco sotto i colpi del quale, erano cadute la torre di Serpentara e quella dell’isola dei Cavoli. Il 1847 è data importante per la vecchia fortezza. L’ultimo capitano della torre, l’alcaide, venne licenziato. La struttura cadde in uno stato di  abbandono e divenne riparo dei pastori, fino al 1968, data dalla quale partirono i primi restauri della torre e si riscoprì interesse per la struttura, divenuta oggi museo ospitante la mostra permanente “Enemigos de la Fè”. Il biglietto costa 1 Euro per gli adulti, mentre è gratis per i bambini dagli 0 ai 6 anni, cosi come gratis si può usufruire dello spettacolo che al tramonto è offerto ai turisti, di un sole che illumina la regale torre, e che va a morire oltre le coste che salutano la fortezza, cullati da una risacca sempre pacata, mossa appena dal placido ritorno in porto delle barche. Da visitare assolutamente. E per meglio ancora avvicinarci alla vita che fu della torre, presentiamo un documento del 1788, nel quale si invita l’Ammiraglio della torre, ad allontanare la moglie dalla fortezza, donna che aveva introdotto nella struttura militare, non idonea al sesso femminile secondo quanto risulta dalla lettera, senza richiesta alcuna. Ecco quanto riportato dalla missiva.”E’ pervenuto a notizia di quest’Ill.mi Sig.ri Ammi.ri che voi senza permesso neppure del Colonnello delle Torri abbiate recata in codesta Torre alla vostra moglie. Simile maniera di operare dovea incontrare la disapprovazione de’ prefati Sig.ri Ammi.ri; mentre non dovete ignorare, che non convenga la permanenza delle donne nelle Torri, ed ove vi concorra legittima causa dovete quella susseguirla alla Reale Amm.e, od almeno al d.o Colonnello, il quale facendone relazione alla med.a Reale Amm. E possa determinarsi se debba o no accordarsi il permesso. Di loro ordine pertanto vi incarico di pensare all’allontanamento di vostra moglie da cod.a Torre guardandovi di fare il contrario. Cagliari li 7 Febrajo 1788 Reale Amm.e Guiso Segr.o A Gius.e Ignazio Mattana Alcaide della Fortezza vecchia“.

Claudia Zedda

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